Non di rado, capita di chiudere la giornata con una cena piuttosto tarda e poi — senza perdere troppo tempo — andare a letto. Una routine che, se sottovalutata, può scatenare un fastidio notturno parecchio comune: il bruciore di stomaco. A partire dai 40 anni in su, il corpo tende a digerire meno bene quando si sdraia subito dopo aver mangiato. Il motivo? Lo sfintere esofageo inferiore, quel muscolo che dovrebbe bloccare la risalita degli acidi gastrici, perde un po’ della sua efficacia col passare del tempo. Così, gli acidi provocano quella sensazione di bruciore e acidità che molti conoscono fin troppo bene. Colpisce di più nelle stagioni fredde o in periodi di stress, dove i pranzi o le cene diventano più abbondanti e le abitudini alimentari si scombinano. Senza neanche accorgersene, si innesca un circolo vizioso che va a rovinare la qualità del sonno e, quindi, il benessere generale.
Come modificare l’abitudine serale per migliorare il comfort digestivo
Andare a dormire un po’ più tardi rispetto alla cena è un trucco semplice, ma efficace, per limitare quel fastidio allo stomaco. Tenere almeno due o tre ore di distanza tra l’ultimo pasto e il momento di stendersi aiuta a far partire bene la digestione, riducendo la risalita degli acidi. Un consiglio che, soprattutto sopra i 40 anni, non si può ignorare. Se ci aggiungiamo una cena meno pesante — piatti leggeri e porzioni moderate fanno la differenza — il gioco è fatto. Meglio anche smettere con l’alcol la sera, così il muscolo che chiude lo stomaco non va sotto pressione. Tenersi dritti, o fare qualche passo leggero dopo cena, è un altro accorgimento che spesso sfugge. Spesso, in città – dove si sta seduti o sdraiati subito dopo aver mangiato – questo dettaglio sembra scomparire.

Le ricadute di una cattiva gestione della cena sulla salute e il benessere
Mangiare tardi e subito dopo coricarsi non è solo un problema digestivo: può rovinare il sonno. Quando si digerisce stesi, la notte si interrompe più volte e al risveglio ci si sente peggio. Difficoltà di attenzione e memoria? Spesso vengono attribuite a stress o fatica, ma molte volte la causa è nella scelta sbagliata della cena. Curioso, ma lo notano sempre più persone, soprattutto nelle grandi città italiane. E con il tempo, la situazione può aggravarsi fino a provocare patologie più serie, tipo l’esofagite da reflusso: un’infiammazione della mucosa esofagea che crea dolore e disagio. Insomma, non è solo un fastidio passeggero, ma anche motivo di frustrazione e malessere nella vita diurna.
Dagli ultimi anni, si vede una maggiore attenzione in Italia sul quando e come cenare, preferendo orari regolari, cibi leggeri e lontani dal momento di dormire. Per esempio, provare a mangiare entro le 20:00 e calibrare bene quantità e tipologie di alimenti migliora decisamente la giornata. Il giusto equilibrio tra tempo per digerire e qualità del sonno diventa, insomma, una chiave per mantenersi in salute a lungo. Una tendenza già diffusa in alcune zone del Nord Europa, dove la gente adatta le proprie abitudini alimentari all’età e a come si sente – ecco, un dettaglio che vale la pena considerare anche qui da noi.