Quando l’abitare si sposa con il verde: un rifugio di 103 mq immerso nella natura rigogliosa

Nel profondo dell’Appennino, dove le altitudini sfiorano i 700 metri, una casa colonica risalente all’inizio dell’Ottocento ha cambiato volto: da semplice rifugio di campagna a dimora abitabile tutto l’anno. Diciamo che il luogo – celebre per i suoi boschi antichi e sentieri che invitano a camminare – sembra quasi volersi raccontare tra le sue pietre. La costruzione, poco più di 100 metri quadrati su due piani adattati al pendio naturale, è un esempio di recupero che rispetta la tradizione architettonica, senza perdere quella sua anima originaria.

La casa, inizialmente pensata come abitazione con stalla annessa, finì in rovina dopo un rogo negli anni Cinquanta. Oggi le sue mura in pietra Serena fungono da scheletro di un restauro curato nel dettaglio, con un occhio attento alle tecniche locali combinate a tocchi contemporanei. Ne esce uno spazio che respira luce, con un imponente camino al centro del grande open space del piano superiore: cuore pulsante degli ambienti. Le finestre, ricollocate dove originariamente stavano, fanno entrare una luce naturale abbondante e un calore diffuso, soprattutto nelle fredde giornate invernali: un dettaglio di non poco conto per le case di montagna, spesso trascurato.

Rivalutare una casa colonica: dettagli che raccontano la tradizione

Quando si parla di restauro, è facile cadere in scelte troppo industriali o troppo artificiose. Qui no: ogni materiale e tecnica – come voleva il progetto – risvegliano il passato senza sacrificare il comfort di oggi. Così, travi e solai di legno di castagno, fatti a mano secondo le antiche usanze ottocentesche e trattate per durare nel tempo, sono stati ricostruiti fedelmente, mantenendo quel fascino naturale che solo il legno sa dare. Impegno autentico, insomma, per un legame palpabile col passato, dentro una casa che vuole essere anche funzionale.

Con la pietra Serena lasciata scoperta lungo i muri esterni, l’effetto rustico resta forte e autentico. Al piano terra, l’ambiente unico collega cucina, pranzo e soggiorno in un flusso continuo dove il camino restaurato fa da fulcro e, allo stesso tempo, da divisorio visivo. Le mura interne rigide mancano, favorendo la circolazione della luce e una sensazione di apertura maggiore.

Fuori, il lastricato in pietra supera i 30 metri quadrati ed è parzialmente coperto da una pergola in legno: uno spazio che si spalanca come naturale estensione della casa, utilizzabile quasi tutto l’anno. Dettaglio non da poco, specie in abitazioni immerse nel verde dove – quando le temperature calano – si restringono le occasioni all’aperto. Internamente, poi, mobili vintage calibrati con pezzi moderni sfiorano l’estetica sobria delle campagne toscane: accogliente, mai sovraccarico.

Quando l’abitare si sposa con il verde: un rifugio di 103 mq immerso nella natura rigogliosa
La texture di un muro in pietra svela l’anima autentica di una colonica dell’Ottocento, recuperata con rispetto e tradizione. – agricolavolinopasqualina.it

Una gestione funzionale dello spazio e materiali naturali realmente sostenibili

Due piani distribuiscono le funzioni: 40 metri quadrati di giorno, sopra; camere e bagni sotto, raggiungibili da una scala in legno. Nei dettagli emerge un grande rispetto per l’originario: legno di castagno protagonista, sia in travi a vista sia in pavimenti con doghe massello posate flottanti, per un effetto naturale che favorisce la ventilazione e rallenta il deterioramento. Scelte di materiale che sembrano sussurrare tra loro, mantenendo l’autenticità viva.

Le pareti delle stanze sono volutamente lasciate con un intonaco “raw” – irregolare e grezzo – che fa trasparire la pietra sottostante. Un gesto di rispetto verso ciò che il tempo ha impresso, enfatizzando la materia prima più vera. Nei bagni, tra finestre ampie e sistemi di aerazione meccanica, si mixano resine cementizie e soffitti in cemento a vista: lo stile è sobrio, discreto ma al passo coi tempi.

Riscaldamento e cucina condividono un protagonista: un camino originale restaurato che scalda e permette la cottura. A questo si affianca una stufa moderna a legna con piastre, forno e fornelli a gas; richiama la praticità delle vecchie stufe economiche. Un contrasto – se così si può chiamare – che fonde comodità contemporanea e tradizione rurale, facilitando le giornate senza snaturare l’ambiente.

Chi abita le città difficilmente si accorge di come le case di montagna, con materiali naturali e tecniche antiche, mantengano le temperature interne più stabili durante l’inverno. Risultato: meno bisogno di riscaldamenti aggiuntivi, migliore efficienza energetica. Un dettaglio – ecco perché – che ha un peso significativo nella qualità della vita.

Un luogo che unisce natura, storia e abitabilità

Oltre a essere un rifugio, questa casa vive il suo rapporto stretto con l’Appennino tosco-emiliano e la riserva naturale che la circonda. Parliamo di oltre 1.500 ettari dominati da faggi, pini e abeti, accanto a borghi antichi colmi di storie poco raccontate ma pesanti di tradizioni. Insomma, un paesaggio che respira storia e natura insieme.

Tra i punti panoramici spicca la Ripa della Luna, formazione rocciosa alta 200 metri che sembra una falce: meta classica per chi ama camminare. La fauna locale – compresi daini, cinghiali e caprioli – racconta un ecosistema ancora vivo e ben conservato, elemento prezioso per abitanti e visitatori. Un patrimonio da vivere ogni giorno.

Insomma, questa casa non è solo pietre e legno: è un modo di abitare che fonde passato e presente. Il restauro di simili strutture di campagna potrebbe rappresentare la risposta pratica a chi cerca di vivere in modo autentico, con una sensibilità reale verso l’ambiente e senza rinunciare al comfort.