Esercizio dolce con movimenti lenti per alleviare rigidità e dolore nell’artrite reumatoide

Sentire un dolore che non dà tregua alle mani, ai polsi e ai piedi, accompagnato da una rigidità che rende complicati i semplici gesti quotidiani: questa è la realtà di chi convive con artrite reumatoide. Una malattia autoimmune che infiamma le articolazioni in modo persistente, limitando i movimenti e creando fastidio continuo. Non è solo questione di dolore fisico, la difficoltà nel muoversi condiziona intere giornate. Negli ultimi tempi, accanto alle cure tradizionali, cresce l’interesse verso approcci alternativi che possano alleviare i sintomi. Lo yoga, ad esempio, si fa strada come un valido alleato: grazie a movimenti controllati e a una respirazione calibrata, aiuta chi soffre di questa condizione. Ovviamente non sostituisce le terapie mediche ma aiuta a calmare il dolore e a combattere la rigidità, senza mai creare interferenze con i trattamenti in corso.

Come lo yoga sostiene il controllo dei sintomi

L’artrite reumatoide nasce da un disordine del sistema immunitario, che si “confonde” e attacca le articolazioni, scatenando un’infiammazione che dura a lungo. Risultato? Dolore, gonfiore e difficoltà nei movimenti, soprattutto al mattino quando la rigidità si fa sentire di più. I farmaci – come i DMARD o le terapie biologiche – cercano di regolare questa reazione, ma la gestione di tutti i giorni resta tutt’altro che semplice. Quindi, attività fisiche leggere e pratiche mente-corpo possono essere un aiuto tangibile per sentirsi un po’ meglio.

Lo yoga, se fatto con calma e attenzione, combina movimenti lenti, esercizi di respiro profondo e momenti di rilassamento. Il risultato? Aiuta il corpo sotto più punti di vista: le posizioni delicate mantengono la flessibilità senza stress eccessivi sulle articolazioni, correggendo anche la postura – dettaglio non da poco. E poi c’è la respirazione, che insieme alla meditazione, influenza il modo in cui si gestisce lo stress, spesso responsabile dell’aumento dei sintomi. Chi l’avrebbe mai detto che il controllo dello stress potesse ridurre il dolore e migliorare tantissimo la vita di chi ha l’artrite?

Va bene chiarire: lo yoga è un supporto per le cure mediche, non un’alternativa. La pratica deve essere personalizzata, meglio se fatta in collaborazione con il reumatologo. È ideale per quei giorni in cui la fatica e la rigidità sembrano non mollare. Consiglio? Rivolgersi a insegnanti che sappiano davvero cosa fare, preferendo sessioni brevi – da aumentare con calma e solo ascoltando il corpo.

Esercizio dolce con movimenti lenti per alleviare rigidità e dolore nell’artrite reumatoide
Gruppo di anziani e giovani pratica yoga o meditazione su tappetini. Le mani sono giunte in posizione di preghiera, occhi chiusi. – agricolavolinopasqualina.it

Precauzioni ed esercizi consigliati per chi soffre di artrite

Non tutte le posizioni yoga vanno bene, soprattutto quando l’infiammazione è alta. Alcuni movimenti rischiano di sovraccaricare le articolazioni più fragili, scatenando più dolore e gonfiore. Meglio scegliere i gesti con attenzione ed evitare quelli che spingono troppo su zone sensibili.

Ad esempio, posizioni che pesano molto su mani e polsi, come plank e varianti di arm balance, andrebbero evitate: rischiano di peggiorare l’infiammazione in quelle piccole articolazioni. Pure piegamenti profondi alle ginocchia, come accosciamenti o affondi molto larghi, non sono il caso quando si soffre in quelle zone. Poi ci sono le inversioni avanzate, come la verticale o posizioni sulla testa, per nulla indicate se ci sono problemi cervicali o osteoporosi. Torsioni veloci e movimenti bruschi? Aumentano la tensione muscolare e articolare senza giovare – anzi.

Buona regola: stare lontani da stili troppo intensi o ambienti troppo caldi, tipo certe forme di hot yoga, che affaticano articolazioni già infiammate. Una regola semplice ma efficace: se un esercizio fa male forte o si perde il controllo del movimento, bisogna fermarsi o modificarlo. La sicurezza viene prima di tutto e per questo è fondamentale un insegnante preparato, più un confronto diretto con medico e fisioterapista quando serve.

Chi muove i primi passi con lo yoga per artrite farebbe meglio a iniziare con sessioni brevi e a leggere bene i segnali del corpo nelle ore seguenti. Un leggero indolenzimento ci sta, ma se il dolore o il gonfiore aumentano, è ora di cambiare ritmo o posizione. Nei momenti difficili, meglio sospendere le pose più complesse e dedicarsi più alla respirazione e al rilassamento.

Se inserito con senso nel percorso di cura, lo yoga può favorire la mobilità articolare, migliorare la postura e anche aiutare a dormire meglio, che spesso è un problema per chi ha l’artrite. E non è tutto: un sonno profondo e meno stress fanno affrontare le giornate con più energia. In molte realtà italiane, soprattutto nel Nord Italia e dalle parti di Milano, questo approccio integrato sta prendendo piede – ci si affida sempre più a un lavoro multidisciplinare per le malattie croniche. Insomma, una strada da esplorare, senza fretta, giorno dopo giorno.