Il segreto per scegliere il pesce freschissimo perfetto per la Vigilia direttamente al supermercato

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Andare al supermercato o fare un salto in pescheria per scegliere il pesce giusto non è mai semplice, specialmente se si sta preparando un pranzo importante, come quello della Vigilia. La corsa a trovare un prodotto fresco si scontra spesso con segnali poco chiari, che anche i consumatori più attenti riescono a interpretare a fatica. La qualità del pesce incide non solo sul sapore finale, ma anche sulla sicurezza di ciò che finisce nel piatto – un dettaglio che vale la pena non sottovalutare. Chi lavora ogni giorno con il pescato e chi frequenta i mercati tradizionali lo sa bene: dietro un buon acquisto c’è sempre un’osservazione attenta e qualche nozione minima, ma preziosa, da conoscere. Qui trovate qualche consiglio pratico che aiuta a muoversi con più consapevolezza, evitando idee sbagliate e spiacevoli sorprese.

Come riconoscere il pesce fresco: i segnali da osservare con attenzione

Il pesce fresco si giudica generalmente con tre sensi: occhi, tatto e naso. Un pesce davvero fresco sprigiona un odore leggero e salmastro, che richiama il mare senza andare oltre, senza mai diventare fastidioso o pungente. Se si sente un odore forte o acre vicino alle branchie, potete stare certi: qualche problema c’è. Gli occhi sono quasi sempre un buon indicatore: devono risultare vivi e sporgenti, gli occhi opachi o infossati dicono invece che qualcosa non va oppure che il pesce è stato conservato male.

Il segreto per scegliere il pesce freschissimo perfetto per la Vigilia direttamente al supermercato
Un pescivendolo offre un pesce fresco a un cliente, evidenziando l'importanza di scegliere il prodotto giusto per la Vigilia. - agricolavolinopasqualina.it

Altro elemento da non sottovalutare sono le branchie: la loro umidità e il colore rosso acceso sono segnali positivi. Se appaiono pallide o tendenti al marrone, o addirittura viscide al tatto, meglio lasciar perdere. Poi, c’è la pelle: dev’essere lucida e tesa, con squame ben attaccate al corpo, che non si staccano facilmente. La qualità della carne la si capisce toccandola: deve risultare soda e reagire bene alla pressione, senza lasciare impronte. Quando resta un segno, significa che il pesce ha iniziato a perdere freschezza e probabilmente è meglio non acquistarlo.

Passando a molluschi e cefalopodi, tipo polpi, calamari o totani, un particolare che spesso sfugge è lo stato dei tentacoli. Se appaiono morbidi e integri, tutto ok. Se invece sono rigidi o arricciati, può indicare che il prodotto ha subito più cicli di congelamento e scongelamento, con cali nel sapore e nella consistenza – ecco, non proprio il massimo. Per le cozze e le vongole, una regola semplice: il guscio dev’essere chiuso e integro. Nel caso sia leggermente aperto, basta toccarlo e il mollusco vivente si richiuderà subito. Da notare anche l’etichetta: se riporta origine e data di raccolta, è senza dubbio un segnale utile per fare scelte più consapevoli.

Le regole per un acquisto consapevole: stagionalità e precauzioni

Non basta sapersi orientare nella freschezza, bisogna tenere conto anche della stagionalità del pesce e delle norme di fermo pesca. Alle nostre latitudini, infatti, ci sono periodi in cui la pesca viene sospesa per proteggere le specie mentre si riproducono. Consumare pesce in queste fasi non solo danneggia l’ambiente marino, ma spesso significa imbattersi in prodotti di qualità inferiore o mal conservati. È un punto che fa la differenza, soprattutto nel rispetto del pianeta e per trovare pesce che sia davvero valido.

Capita spesso che il pesce in vendita sia congelato o scongelato, anche se non sempre è facile capirlo. Per chi non è un esperto, osservare la consistenza della carne e lo stato dei tentacoli può dare qualche buona indicazione. Il pesce scongelato, infatti, si presenta più molle e meno uniforme al tatto di uno fresco. E poi c’è un altro fatto da non trascurare: mantenere la catena del freddo dal momento dell’acquisto fino al rientro a casa, specie per chi vive in città e ha qualche chilometro da fare. Serve a conservare al meglio proprietà e sapore, ecco perché conviene starci attenti.

Quando si decide di preparare un pasto di pesce per occasioni speciali come la Vigilia, non basta l’esperienza visiva e sensoriale: conoscere le regole stagionali e le condizioni di vendita è un valore aggiunto. Questo approccio non solo aiuta a portare in tavola un prodotto più gustoso, ma offre anche garanzie maggiori sulla sicurezza alimentare, diminuendo i rischi di problemi spiacevoli. Negli ultimi anni – almeno dalle nostre parti – cresce l’attenzione verso questi aspetti. La gente sembra più consapevole, si sofferma di più su qualità e origine del pesce, e lo fa durante tutto l’anno.