Nel cuore di Firenze, un appartamento all’ultimo piano di un edificio storico ha cambiato volto grazie al recupero di un vecchio solaio – ormai dimenticato. Ne sono usciti più di 40 metri quadri in più, una bella sorpresa considerando come spesso si trascurino spazi come questi. Il progetto ha esaltato un doppio volume, trovando un equilibrio raro tra elementi antichi e tocchi moderni. Le cementine antiche, per esempio, sono state ripulite e lasciate ben evidenti. Nel sottotetto, invece, si apre una terrazza ariosa e luminosa, dotata di una zona relax riparata da un pergolato. Chi abita in centro sa bene quanto valga il recupero di questi angoli nascosti, capaci di dare nuova vita senza stravolgere.
L’intervento ha puntato su due fronti: migliorare la vivibilità del sottotetto, che prima era lì a prendere polvere, e mantenere intatta la struttura originale dell’appartamento. Ne è nato un dialogo fluido tra passato e presente, che si vede nella convivenza fra finiture classiche e design minimal. Scale in metallo e legno uniscono i livelli e diventano un vero trait d’union. Tradizione e modernità convivono senza forzature, con un’identità che si sente netta ma naturale.
Le modifiche al primo piano e il mantenimento del carattere storico
Al primo piano il lavoro ha rispettato la planimetria originaria, perché la vera sfida era quella di conservare l’anima dell’appartamento. La modifica principale? L’abbattimento di una parete tra soggiorno e sala da pranzo, eseguito curando ogni dettaglio tecnico per non intaccare la solidità. Le porte in legno e i pavimenti in cementine, ognuno con il proprio motivo unico, sono stati restaurati con pazienza, per non far perdere quel senso di storia viva, presente qui anche oggi.
L’angolo cucina ha ricevuto una trasformazione completa, rimanendo però al suo posto. Porte e finestre sono state riportate allo splendore originale. Le basi e i pensili sono fatti su misura, con finiture opache e un piano in marmo di Carrara: un dettaglio che – diciamolo – porta un’eleganza sobria. Nel bagno lo spazio è stato organizzato in due aree distinte, così da alzare la privacy in un ambiente luminoso e lineare. Nei corridoi e nell’atrio restano piccoli particolari come gli zoccolini grigi: dettagli che molti forse non noterebbero, ma che segnano quel carattere d’epoca.
Chi vive in città nota come l’insieme di elementi d’epoca e scelte moderne possa valorizzare davvero una casa. L’affiancamento di una lampada di design a un’applique storica – per dire – crea un filo visivo tra ieri e oggi, senza mai sbilanciare l’armonia.
Il sottotetto rifunzionalizzato: spazio e luce sopra il tetto
Il sottotetto, un tempo solo spazio inutilizzato, ha cambiato pelle in modo significativo. Si sono rifatti solai e coibentato il tetto, rivisti gli impianti: ecco un piano che ora si vive davvero. Oltre al bagno, c’è una cabina armadio spaziosa, collegata alla camera matrimoniale con una scala interna – un’aggiunta che amplia la zona notte senza toccare la superficie sottostante. Un ambiente complesso, che sfrutta appieno quei metri spesso abbandonati negli edifici storici.
Un dettaglio che fa la differenza: la terrazza a tasca, ottenuta modificando la copertura del tetto per creare un’area aperta ma protetta. Spazi così sono quasi un lusso in centro città, un’opportunità per chi vuole vivere all’aperto senza uscire dal quartiere. La terrazza dialoga con una family room modulare, che può essere studio o stanza ospiti, insieme a un’area relax open: versatilità e qualità abitativa, insomma.
Le travi originali del tetto sono state riportate alla luce e trattate con cura, mantenendo un legame forte con la storia dell’edificio. Questa scelta permette di apprezzare il contrasto tra materiali diversi, un mix che unisce memoria architettonica e esigenze moderne, senza sacrificare comfort e funzionalità.

Arredi e personalizzazioni: un equilibrio tra vintage e contemporaneo
Parlando di arredi, la selezione qui spicca per armonia tra stili. Pezzi contemporanei s’incontrano con mobili vintage e cimeli di famiglia, creando un’atmosfera calda, autentica. Nel soggiorno a doppia altezza convivono un divano Pilotis, un tappeto tradizionale e mobili d’epoca, mentre lampade iconiche come la Parentesi di Flos illuminano angoli sotto la scala – un contrasto riuscito, proprio per evitare l’effetto freddo e uniforme.
La sala da pranzo è un altro esempio: tavolo in legno recuperato e sedie industriali, completati da sospensioni moderne. Gli oggetti sulle pareti raccontano storie che vanno dal passato al presente, esibendo il valore di personalizzare gli spazi senza caricarli troppo. A chi vive in città, il valore della memoria non sfugge: è un comfort quotidiano che parla al cuore.
La camera matrimoniale nel sottotetto riprende i toni delle cementine tramite tessili delicati e pezzi su misura, come il comodino in Abs. La cameretta dei bambini si distingue per semplicità e luce, con colori chiari e arredi essenziali, perfetti per il gioco e la libertà di muoversi. Nel bagno il parquet in rovere scuro dialoga con superfici laccate e piastrelle bianche, mantenendo una coerenza cromatica che lega bene gli ambienti.
In breve, questa ristrutturazione alle Cure Alte dimostra una cosa: anche nei quartieri storici si possono ricavare nuovi spazi senza snaturare gli edifici. Qui il progetto ha fatto centro, combinando tradizione e innovazione con attenzione e cura per ogni dettaglio.